MINISTERO DELLA PACE E CITTADINANZA UNIVERSALE ONU

AMORE ED INCLUSIONE

MINISTERO DELLA PACE E CITTADINANZA UNIVERSALE ONU

25 Giugno 2025 Uncategorized 0

Brevi note a margine.

Il 24 GIUGNO dalle ore 15:30 presso la Domus Mariae Romae si è tenuto un evento storico: la presentazione della proposta di istituire il Ministero della Pace, alla presenza di rappresentanti delle Istituzioni e della società civile, promossa dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, ACLI, Azione Cattolica, Fondazione Fratelli Tutti e 30 associazioni tra le quali Giustizia Olistica.

Una Conferenza di Pace e per la Pace fattiva, arricchente, a margine della quale ci sentiamo di consegnare al lettore queste brevi note.

E’ emerso da tutti gli autorevoli ed appassionati interventi che l’AMORE e la FRATELLANZA sono il fine del cammino dell’Umanità, e che è arrivato il momento e l’urgenza di proporre e realizzare fattivamente strumenti in grado di proteggere realmente la sicurezza umana.

Come diceva Kant, la pace perpetua non è una pace cimiteriale, ma una pace fondata sulla dignità, tutti gli esseri viventi sono riconosciuti come enti morali, a tutti gli esseri umani è riconosciuta pari dignità, noi giuristi possiamo affermare che ogni essere vivente è centro di imputazione di rapporti economico-giuridici, è persona, è cittadino.

Lo strumento per realizzare e riconoscere tale uguaglianza in libertà e dignità è la CITTADINANZA, che è il mezzo per realizzare l’amore e la fratellanza degli esseri umani.

Attraverso la CITTADINANZA riconosciuta a tutti gli esseri umani, Tutti sono Uguali poichè tutti esercitano in egual misura uguali diritti e possono tutelarli.

L’Umanità inesorabilmente percorre la sua strada dalla Pangea delle terre emerse alla Pangea dei Diritti riconosciuti a tutte le persone umane, nate libere ed uguali in dignità e diritti, in quanto nati umani, e quindi tutti cittadini.

Come Avvocati di prossimità e di pace ci sentiamo chiamati ad impegnare tutti noi stessi per far comprendere ad ogni realtà sociale che la cittadinanza universale ONU è già realtà giuridica tutelata nei Tribunali, attraverso quello che noi definiamo il DIRITTO ECUMENICO DEI DIRITTI UMANI.

E’ da qui che bisogna partire per dare certezza giuridica all’istituzione del Ministero della pace.

Paolo usa sapientemente lo strumento della cittadinanza e parla di cittadinanza celeste,

noi, con il Padre Nostro, la preghiera che Gesù ci ha lasciato, chiediamo che il Suo regno venga qui giù, che possiamo essere strumenti nelle Sue mani per realizzare quella cittadinanza universale già su questa Terra.

L’ONU e la dichiarazione universale dei diritti umani (DUDU) ci offrono i mezzi: art.28 Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa dichiarazione possono essere pienamente realizzati, che è realizzazione concreta del Preambolo Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo.

Ma un ministero ovviamente amministra e gestisce cittadini, ed ecco che la DUDU ci corre nuovamente in soccorso: art.15 co.1. Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza.

L’art.15 DUDU non si riferisce alla cittadinanza di un particolare stato, ma cittadinanza nel senso di tutelabilità dei diritti innanzi ad un Tribunale, nel senso dell’art.24 della nostra Costituzione: tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.

Nella nostra Costituzione quel Tutti si riferisce ad ogni persona umana, nella DUDU il diritto alla cittadinanza si riferisce al diritto di vedersi riconosciuti ovunque come persona umana con una personalità e capacità giuridica uguale a quella degli altri cittadini, in condizioni di uguaglianza e quindi con il diritto di tutela giurisdizionale dei propri diritti sempre ed ovunque.

Altro non è che CITTADINANZA UNIVERSALE, GLOBALE, riconosciuta a tutte le persone umane.

Patti, trattati ratificati, convenzioni, sono tutte norme viventi e cogenti, applicate e tutelate nei tribunali di tutto il mondo, che rendono uniforme il DIRITTO INTERNAZIONALE DELLA PERSONA UMANA, proprio perché unica è la cittadinanza in quanto persona umana ed appartenente all’unico consesso sociale e politico – istituzionale delle NAZIONI UNITE.

L’ONU viene ad essere allora garante delle norme e del diritto universale umano, affinché sia uniforme ed ovunque ugualmente garantito e tutelato, l’ONU viene ad avere una funzione NOMOFILATTICA UNIVERSALE.

La società per regolamentarsi e disciplinarsi ha bisogno di un ordinamento giuridico che ponga regole, sanzioni, e la tutelabilità delle stesse: ciò avviene già con la giurisdizione universale, le norme CEDU, le norme DUDU, che entrano nei nostri ordinamenti nazionali e tribunali, per diritto internazionale, oppure attraverso gli artt.10 ed 11, 117 della nostra Costituzione.

Quindi abbiamo un vantaggio rispetto ai detrattori dell’ONU o guerrafondai: ormai i diritti umani, i crimini contro l’umanità, la giurisdizione universale sono principi e norme che fanno parte del tessuto intrinseco dei nostri ordinamenti giuridici, in Italia, per esempio, attraverso l’art.10, 11 e 117 della Cost.. e già solo per il fatto di far parte della famiglia umana.

L’educazione che bisogna promuovere, quindi non è la promozione dei diritti umani, essi sono già diritto vivente, piuttosto è la loro conoscenza, consapevolezza ed uso sapiente in ogni ambito istituzionale e giuridico, avendo il coraggio di osare e tutelarli anche attraverso strade ancora inesplorate.

Il Ministero della Pace, allora, dovrà necessariamente avere – un UFFICIO PER IL COORDINAMENTO DELLE POLITICHE ONU, che si occupi della loro attuazione (Agende varie, tipo l’AGENDA 30), relazioni tra ONU e Parlamento ed altri enti territoriali italiani

– un UFFICIO PER il coordinamento nelle fasi della formazione della normativa ONU e del suo recepimento nell’ordinamento italiano (tavoli di lavoro, Convenzioni o Risoluzioni ONU, Legge di ONU)

– farsi promotore di un CODICE DEI CRIMINI INTERNAZIONALI, sulla TRATTA DEGLI ESSERI UMANI, diritto d’asilo, rifugiati, libertà di movimento e di tutte quelle norme che hanno respiro mondiale, in base all’art.13 DUDU 1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato. 2. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese, vietare, impedire od incriminare qualcuno perché si sposta nel mondo è contro la DUDU, è un crimine contro la persona umana, il suo essere cittadino uguale a tutti gli altri

– avere una PROCURA PER CRIMINI CONTRO L’UMANITA’ ED I DIRITTI UMANI, con giurisdizione universale (tipo Germania)

– farsi promotore ed istituire un’AGENZIA o GARANTE DELLA CITTADINANZA UNIVERSALE E DEI DIRITTI UMANI

– racchiudere in sé e coordinare tutte le articolazioni ONU in Italia: FAO, UNESCO, UNICEF….

– avere una PIATTAFORMA UNICA con tutti gli enti del terzo settore, ONG, (tipo RUNS)… che si occupano degli ultimi a livello mondiale

– un UFFICIO sulla crescita del F.I.L. FELICITA’ INTERNA LORDA legato alla personalità umana ed la suo sviluppo in dignità, che sostituisca il PIL, legato alla produttività che crea povertà e miseria, per un’economia disarmata

– intervenire in ogni luogo di conflitto per poi riconsegnare il territorio e la popolazione pacificata agli altri ministeri

– oltre a tutte le meravigliose articolazioni proposte ed esposte durante il convegno.

Il cittadino, in quanto persona umana, è un soggetto relazionale, la cui identità si arricchisce nel continuo rapporto con le altre persone: il proprio bene, infatti, è identificabile solo nella consapevolezza dei beni comuni (A. MacIntyre), che – a loro volta – richiedono un ragionamento comune circa ciò che è bene essere ed è bene amare (C. Taylor).

E la nostra casa comune è il mondo, quindi siamo tutti chiamati ad essere cittadini universali della terra.

Il perseguimento di un “vero sviluppo umano integrale” (Caritas in veritate, 4), si realizza nella dinamica dell’incontro, a sua volta generatore di legami reali all’interno di quel percorso conoscitivo e affettivo che Papa Francesco caratterizza come la “cultura dell’incontro” (Fratelli tutti, 30). La convivenza sociale e politica, pertanto, acquista tutto il suo significato se basata sull’amicizia civile e sulla fraternità, che permettono al cittadino di riconoscersi parte di un popolo. Quest’ultimo rappresenta una realtà aperta “a nuove sintesi” ed è capace di assumere in sé “ciò che è diverso” senza, tuttavia, negare se stesso, ma piuttosto “con la disposizione ad essere messo in movimento e in discussione, ad essere allargato, arricchito da altri” (Fratelli tutti, 160), fino a ricomprendere tutta l’Umanità, attraverso la relazione giuridica della cittadinanza universale.

Pertanto è necessaria e naturale la creazione del Ministero della Pace, da promuovere a tutti i livelli istituzionali, affinché come cittadini universali e quindi fratelli possiamo realizzare la cittadinanza celeste che ci renda tutti liberi ed uguali in dignità e diritti anche qui, per contribuire, tutti insieme, affinchè un giorno Giustizia e Pace si baceranno, guardandosi intensamente come nel quadro del Tiepolo nel Monastero sull’isola di San Lazzaro a Venezia.

Margherita Iantosca

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