CAMERA NAZIONALE AVVOCATI DEI DIRITTI UMANI: denuncia l’illegittimità dell’emendamento che invita gli avvocati a collaborare per cacciare gli stranieri
LA CAMERA NAZIONALE AVVOCATI DEI DIRITTI UMANI DENUNCIA la gravità ed illegittimità dell’emendamento al decreto sicurezza che prevede un compenso per l’avvocato soltanto se il cittadino straniero assistito presenta domanda di “rimpatrio volontario” e viene effettivamente rimpatriato, trasforma il difensore in uno strumento delle politiche governative di remigrazione.
È una previsione incompatibile con la Costituzione, con i principi ed i diritti universali e la dichiarazione universale dei diritti umani e con i principi più elementari della deontologia forense: l’avvocato non può essere pagato per ottenere l’esito voluto dallo Stato, ma deve assistere il proprio cliente in piena libertà e indipendenza.
Questa previsione tradisce un’idea di avvocatura servente, subordinata agli obiettivi del potere e retribuita in funzione del risultato richiesto dall’amministrazione. E’ un’istigazione a commettere reati e violare le norme deontoplogiche dell’Avvocato.
Un’idea che non può che essere respinta con fermezza, in nome di una funzione difensiva libera, indipendente e rivolta esclusivamente alla tutela dei diritti della persona assistita.
Pres.Avv.Margherita Iantosca